
Oggi sono una psicomotricista, interessata ad approfondire questa nuova scienza umanistica: la Psicomotricità. Attraverso l'osservazione diretta del bambino e una ricerca attenta del miglior modo per mettersi in relazione con l'altro, mi occupo della crescita affettiva e motoria del bambino e dell'ambiente relazionale in cui vive, nonché di me stessa in relazione con gli altri.
Dopo le scuole superiori il mio interesse per il movimento e lo sport mi aveva condotto a prepararmi fisicamente e teoricamente alle prove d'ingresso dell'ISEF di Milano (Istituto Superiore di Educazione Fisica). La selezione non mi permise di entrare, ma fu una fortuna perché ben presto capii che il mio interesse non riguardava solo la prestazione fisica del corpo, la competizione, la sfida personale, ma la motivazione che la persona sente nel compiere quelle azioni. M'incuriosiva e m'incuriosisce le simbologie del movimento e la relazione tra la motivazione e il risultato finale rappresentato nell'atto. Gli studi in una scuola di psicomotricità furono il mio percorso ideale.
Per mantenermi negli studi ho lavorato part-time come aiuto ai bambini in difficoltà di apprendimento con ripetizioni di matematica e d'italiano, ho lavorato come impiegata negli studi contabili di paghe e contributi; potrà sembrare strano quest'ultimo mestiere per una futura insegnante quale dovevo diventare, ma l'ho svolto per quattro anni con molta attenzione, preparare lo stipendio di un lavoratore, seguirne l'iter fiscale, conoscere l'esigenze del datore di lavoro e del lavoratore, conoscere i contratti di lavoro per le diverse categorie, mi ha reso meno ideologica nei confronti dei miei studi umanistici e più pratica di fronte ai problemi reali delle famiglie e dei bambini, soprattutto allora che ero molto giovane e non avevo una casa e una famiglia a cui badare, mi ha dato una certa completezza nella formazione. Mentre ero impiegata, riuscì, con permessi e cercando di far incastonare gli orari, ad introdurmi nell'ambito scolastico, ho voluto tentare la carriera del "precariato" attraverso diverse esperienze: supplenze come insegnante di scuola elementare, istruttore di minibasket, educatrice del pre-scuola. Il lavoro nella scuola mi permise di comprendere che l'ambito del mio lavoro sarebbe stato quello educativo e principalmente la relazione adulto e bambino, ma l'incertezza del riconoscimento del ruolo e della carriera non era per me e cercai altri modi per vivere e per raggiungere l'ambiente educativo.
Una possibilità di supplenza presso l'istituto dei Martinitt ebbe la sua importanza, definì, nel quadro del mio orientamento professionale, la mia direzione teorica e pratica: l'interesse ai comportamenti deviati dei bambini in difficoltà in rapporto al loro ambito familiare. Provai a frequentare una scuola per diventare Educatore e poi Assistente sociale, ma la sentivo poco esauriente, rispetto ai miei interessi. Cominciai a leggere testi sulla psicomotricità e decisi di iscrivermi ad un corso dell'Università Cattolica di Milano, il Cirep dove insegnava il prof. Mario Groppo. Il suo orientamento era prettamente d'aiuto ai bambini portatori di handicap e mancava dell'aspetto educativo e sociale che m'interessava. Lui stesso m'indicò di proseguire gli studi in una scuola del prof. Bernard Aucouturier, un fondatore della Psicomotricità.
Intanto, le mie esperienze lavorative, per vicende personali, mi portarono in un altro ambito, non così svincolato dalla cura della persona, quello odontoiatrico e lavorai come collaboratrice in un laboratorio odontotecnico e come assistente alla poltrona in uno studio dentistico. Approfondì, in parallelo al lavoro stesso, le tematiche legate alla dimensione psicologica dell'oralità e alle sue ripercussioni fisiche-meccaniche nel resto del corpo: dolore/fiducia nell'Altro, cura/fiducia in sé e molto più tecnicamente rapporto fra masticazione e struttura scheletrica. Ho letto testi interessanti specifici, di psicanalisi, di miscropsicanalisi, riguardanti la sfera inconscia e fantasmatica che ruota intorno alla persona sulla poltrona del dentista e al manufatto della protesi odontoiatrica. Tutta la dimensione dell'immagine di sé sembra trovare una forte importanza per molti nella parte del corpo della bocca. Anche in questa professione trovai che il mio interesse era maggiormente rivolto alla relazione tra colui che è curato e chi cura e a ricercare il prodotto migliore, quale simbolo della relazione intercorsa.
La possibilità di lavorare in una professione in proprio dal lunedì alla domenica, come quella odontoiatrica, mi consentì di terminare i miei studi per diventare una Psicomotricista. La scuola triennale richiedeva la frequenza obbligatoria durante i tirocini settimanali, le lezioni teoriche serali, la formazione personale e i seminari nei week-end, un lavoro con orari flessibili mi è stato utile. Terminati gli studi e improntato un lavoro, potei pensare di dedicarmi a dei figli miei, nel migliore dei modi, come è nel desiderio di molte donne. Ebbi dunque dall'esperienza dell'essere mamma un'ulteriore spinta a comprendere la maturazione psicologica del bambino e dell'adulto nella funzione di genitore. La mia continua ricerca mi portò a preferire il parto in acqua, ad allontanarmi dalla città e dal suo isolamento che porta le donne alla depressione, ad essere più critica rispetto alle scelte pediatriche vigenti e a cercare di comprendere cosa succede nella coppia quando arrivano due figli a due anni di distanza e a quale rimescolamento di tradizioni educative bisogna assistere e cercare di cambiare. Mi avvicinai per i temi dell'allattamento e dell'accudimento all'Associazione della Leche League Inernational alla quale devo molto per il grado di umanità e di comprensione che ho ricevuto e che si stabiliva all'interno dei gruppi madre, padre, neonato. Stavo costruendo con mio marito una famiglia, dei legami importanti, con tutta la responsabilità che questo comportava e comporta.
Senza abbandonare il lavoro di odontotecnica, cominciai a lavorare nel privato con progetti di educazione e di aiuto psicomotorio, continuai a studiare e ad approfondire soprattutto le tematiche dell'aiuto psicomotorio individuale. Il mio piacere all'aggiornamento costante e progressivo mi aveva condotto a frequentare con molto entusiasmo un percorso quadriennale di Formatore di psicomotricisti presso un'associazione di scuole di formazione con sede a Bruxelles del professor Aucouturier e a parificare i miei studi presso l'Università Bicocca di Milano nella facoltà di Medicina e Chirurgia con la Laurea di Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva. Oggi posso permettermi di lavorare a tempo pieno solo come Psicomotricista per i bambini e per gli adulti, l'impegno che mi sento di portare avanti è quello di diffondere questa pratica efficacissima il più possibile, adeguando la metodologia agli ambiti di applicazione di riferimento.
Sono convinta che la pratica psicomotoria, così come è stata concepita, sia come sta evolvendo attualmente, può concorrere alla salute e al benessere della persona nella sua globalità, dal bambino all'adulto e sta a noi psicomotricisti continuare a dimostrarlo.
Scrivere Chi sono e renderlo pubblico in un sito, mi ha portato a riflettere sulle mie scelte compiute finora nel lavoro e a riconsiderare, in ogni opportunità che mi è capitata, il mio reale interesse verso la mia professione. Continuare nella ricerca di garantire una salute psicomotoria al bambino e all'adulto è ancora un mio obiettivo attuale oltre che un piacere per me stessa e un dovere verso gli altri.